Invecchiamento attivo: vivere bene anche a “una certa età”

//Invecchiamento attivo: vivere bene anche a “una certa età”

Invecchiamento attivo: vivere bene anche a “una certa età”

Invecchiamento attivo: cos’è

invecchiamento attivoL’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, definisce l’invecchiamento attivo un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, alla partecipazione, alla sicurezza, per migliorare la qualità della vita delle persone anziane. In quest’ottica, l’anziano è visto come una risorsa. Questa è, fondamentalmente, la mission della nostra associazione, Auser Trani. La partecipazione sociale degli anziani nella società avviene grazie al volontariato, alla cittadinanza attiva, allo sviluppo di reti sociali con non indifferenti scambi generazionali.

La legge di iniziativa popolare

Per questo motivo, le federazioni regionali pugliesi dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil, Cgil, Cisl e Uil di Puglia, con il concorso delle associazioni Auser, Anteas e Ada, e dei rappresentanti del Forum del terzo settore e del Centro volontariato San Nicola, hanno elaborato e proposto un disegno di legge regionale di iniziativa popolare sull’invecchiamento attivo. «Con questa legge si chiede – ha spiegato il segretario generale della Uil, Rocco Matarozzo – ad un’istituzione regionale di adottare misure concrete a sostegno delle persone anziane, riconoscendole come persone che possono ancora dare qualcosa al tessuto socio-economico pugliese». I diritti da tutelare, come disposto anche dall’Unione europea nel 2012 nell’ambito dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni, sono:

  • l’ambito lavorativo;
  • la partecipazione sociale;
  • la salute;
  • il mantenimento dell’autonomia;
  • la solidarietà tra le generazioni.

Nello stesso anno, l’Unione europea ha lanciato “l’Indice di invecchiamento attivo”, voluto da Commissione Europea e Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE), misurando il livello di invecchiamento attivo in un dato contesto geografico in base a una serie di indicatori selezionati. invecchiamento attivo

Perché la legge è necessaria

La legge è ora più che mai necessaria perché in Puglia l’analisi dell’andamento demografico conferma il progressivo invecchiamento della popolazione. L’indice di vecchiaia, al primo gennaio 2017, era pari a 157,3. Gli ultra 65enni in Puglia, si legge nel report della proposta di legge, incidono sul totale per il 21,3%, contando su universo di 867.247 unità (nel 2013 erano circa 770.000). Aumenta anche il numero di “grandi anziani” (età pari o superiore ai 75 anni). In Italia, la speranza di vita a 65 anni (18,9 anni per gli uomini e 22,2 per le donne nel 2015) è più elevata di un anno per entrambi i generi rispetto alla media Ue, ma dopo i 75 anni gli anziani in Italia vivono in condizioni di salute peggiori.

Le altre Regioni italiane

invecchiamento attivoCome riportato da Welforum.it, in Italia gli sforzi sul tema sono veramente limitati. Sono solo quattro le Regioni italiane che hanno delle leggi sull’invecchiamento attivo: Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Liguria, Umbria. Crediamo che sia importante che anche la Puglia inizi a pensare a questa legge: per questo motivo, ti invitiamo a firmare la proposta di legge di iniziativa popolare tramite dei moduli che troverai presso la nostra sede.

 

 

By | 2018-10-17T18:30:13+00:00 17 Ottobre, 2018|volontariato|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment